Il Foglietto – Che troverai in chiesa

“Unità Pastorale di Villadose – Sito di ispirazione Cattolica”
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Torniamo a Messa in Sicurezza

Le SS. Messe Dell’Unità Pastorale di Villadose, Cambio e Canale sono così distribuite dal 18 Maggio

A Villadose

Tutti i giorni fino a Venerdì:  alle ore 8.00   Sabato: prefestiva ore 19.00   Domenica: ore 9.00 e 19.00

(Al Sabato e alla Domenica le SS.Messe saranno celebrate all’aperto davanti al CRG se il tempo lo consentirà, altrimenti tutto è pronto per andare in Chiesa).

A Canale alla Domenica  S. Messa alle ore 10.30

A Cambio alla Domenica  S. Messa alle ore 10.30

Le Confessioni: su richiesta


Finalmente in C.R.G.

Altre informazioni si trovano sul foglietto settimanale o l’Araldo

Vademecum per la ripresa delle celebrazioni e lettera del vescovo

La S.Messa in streaming sarà sospesa ma, potrai consultare comunque i canali YouTube 

se ritieni utili seguire la S.Messa o Pregare seguendo una guida in streaming segnalalo scrivendo a info@parrocchiavilladose.org

Canale    dell’Unità Pastorale di Villadose

Canale    della Diocesi di Adria e Rovigo

Canale    della Santa Sede

Canale    Tv2000

Canali Televisivi di Tv2000 e Rai 

Mi raccomando non dirlo a nessuno, ho scoperto che esiste anche un gruppo su  

9 Agosto 2020: 19^ Domenica del tempo Ordinario

“Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!». Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?». Appena saliti sulla barca, il vento cessò” (Mt 14,22-33). Gesù cammina sulle acque; lo può fare perché è il figlio di Dio, come riconoscono i discepoli che stavano sulla barca agitata dalle onde a causa del vento contrario: “si prostrarono davanti a lui dicendo: “Davvero tu sei Figlio di Dio” (Mt 14,33). Non è però Gesù che cammina sulle acque “il fatto” da commentare oggi. Il punto che interessa è la richiesta di Pietro, quasi una sfida: “Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque”. Ed egli disse: “Vieni” (Mt, 14, 28-29). Pietro scende dalla barca e inizia questa “passeggiata” in sospensione sul pelo dell’acqua agitata dal vento, ma l’incanto si infrange sulla paura che all’improvviso lo prende, facendo esplodere nella sua testa il tarlo del dubbio sulla possibilità che duri questa situazione e, in quel preciso istante, inizia ad affondare. Gesù lo afferra e lo rimprovera: “Uomo di poca fede, perché hai dubitato?” (Mt 14, 31). Riflessione: il Signore ci chiede di credere con fermezza; chiede una fede che non conosca il dubbio. So che ciò va contro la mentalità corrente: chi “crede” viene considerato un “fondamentalista”, mentre chi “dubita” è esaltato come persona esemplare: il “dubbio” è “moderno”; la “fede” è “medioevo”. Eppure, cari amici, ci viene chiesto di lasciare la darsena del dubbio, in cui teniamo parcheggiata la nostra tremula barchetta, e di avventurarci nel mare aperto dove è possibile incontrare anche le tempeste. Il 6 gennaio 2001 Giovanni Paolo II emanava l’enciclica “Tertio millennium ineunte” che iniziava con queste parole: “All’inizio del nuovo millennio, mentre si chiude il Grande Giubileo in cui abbiamo celebrato i duemila anni della nascita di Gesù e un nuovo tratto di cammino si apre per la Chiesa, riecheggiano nel nostro cuore le parole con cui un giorno Gesù, dopo aver parlato alle folle dalla barca di Simone, invitò l’Apostolo a “prendere il largo” per la pesca: “Duc in altum” (Lc 5,4). Se non abbiamo il coraggio di “prendere il largo”, non avremo mai la possibilità di sperimentare la potenza dell’amore di Dio nella nostra vita. Vorrei ricordare che quando nella Messa recitiamo il “Credo”, affermiamo in prima persona: “Io Credo in Dio … “: non diciamo: “Io vorrei credere… “, oppure: “forse, un giorno, crederò…”; il “dubbio” non appartiene al linguaggio del Vangelo, tanto è vero che Gesù, ogni volta che se ne presenta l’occasione, elogia la fede di chi gli sta davanti, facendo capire che “quella fede” è stata determinante per ottenere la grazia richiesta. Ho avuto la fortuna di conoscere il Servo di Dio P. Emiliano Tardif (morto a Cordoba, in Argentina, nel 1999) che predicava gli Esercizi Spirituali a Napoli per i preti del “Rinnovamento nello Spirito”. P. Emiliano era noto per le sue preghiere di guarigione, durante le quali, attraverso una parola di conoscenza che Gesù metteva nel suo cuore, annunciava guarigioni operate in quel momento tra i presenti. Avevo già visto P. Tardif operare a Rimini durante un incontro nazionale dei gruppi di RnS, e quella volta a Napoli, in trecento preti presenti, cogliemmo l’occasione per chiedergli “come faceva” ad esercitare questa “parola di conoscenza”. Tenete presente che non è possibile “barare” davanti a trecento preti, le persone in assoluto più scettiche e difficili da “ingannare” su queste cose. La risposta di P. Tardif mi rimase impressa come un chiodo; in lingua spagnola disse: “Como caminar sobre el agua” (è come camminare sull’acqua”). “Quando sei in preghiera, e senti dentro di te l’ispirazione di dare una notizia di guarigione, devi dirla in piena fiducia che Gesù sta operando quella guarigione. Se dubiti, affondi, come Pietro sulle acque”. Ci raccontò: ” Un giorno un giornalista colombiano mi chiese: “Lei compie miracoli?”. Risposi: “Niente affatto! E’ molto semplice: io prego e Gesù guarisce”. Il carisma di guarigione è per gli altri, non per se stessi. Se così fosse, quando mi è capitato di ammalarmi, mi sarei imposto le mani sulla testa, avrei pregato e sarei guarito, ma non è così! Non potrei mai pensare di essere qualcosa di più dell’asino che porta Gesù. So bene che quando mi coprono di gratitudine, e mi stendono a terra i mantelli, è per salutare Gesù che io porto. E quando l’ho portato, mi rimandano di nuovo nella stalla e al ritorno non ci sono mantelli di fiori né premi: entro nel tempio del mio cuore e dico: “Signore, come sei grande!”. A quegli Esercizi Spirituali capii meglio cosa voleva dire Gesù con il famoso “comando”: “Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demoni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” (Mt 10,9). Purtroppo la conclusione a cui sono giunto è che troppo spesso ci ritroviamo con una fede insufficiente per “camminare sull’acqua”! Eppure Gesù è stato chiaro: “Chiamati a sé i dodici discepoli, diede loro il potere di scacciare gli spiriti immondi e di guarire ogni sorta di malattie e d’infermità” (Mt 10,1). Questo potere ce l’ha ogni sacerdote, ma – lo dico per primo a me stesso – quanto è difficile … “scendere dalla barca”!

Don Carlo Marcello

L’araldo.

Lo puoi leggere qui

SPOT per lo spirito

per sostenere le attività ordinarie straordinarie della parrocchia per far fronte ai problemi creati dalla pandemia mondiale.

Canale    dell’Unità Pastorale di Villadose


“Porgo agli uomini il recipiente,
col quale debbono venire ad attingere le grazie alla sorgente della Misericordia.
Il recipiente è quest’immagine con la scritta: Gesù confido in Te” (Diario, 327).

“Attraverso questa immagine concederò molte grazie,
perciò ogni anima deve poter accedere ad essa” (Diario, 570).

Le parole di Gesù annotate nel Diario di Santa Faustina

   

Sindone presente in Chiesa a Villadose.

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Liturgia delle Ore

Confidiamo nell’aiuto dei Santi Patroni d’Europa

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